Aloe vera: come si coltiva per ottenere il benefico succo

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aloe vera

Di aloe ne esistono diverse specie ma forse la più conosciuta, diffusa e amata è l’aloe vera. Gli sforzi per la coltivazione di questa pianta sono doppiamente ripagati; infatti, non solo si ottiene una bella pianta ma si possono anche sfruttare le sue foglie per ricavare il gel di aloe che presente encomiabili proprietà. Per questo motivo, è sicuramente utile dare alcuni consigli utili su come coltivarla.

Caratteristiche generali dell’aloe vera

L’aloe vera come la specie arborescens appartiene alle Asphodelacee, ordine delle Asparagales, genere aloe. Questa pianta è nota anche con il nome di aloe barbadensis. È una succulenta che immagazzina riserve idriche nelle sue foglie per resistere alla siccità. Si tratta di un sempre verde che può anche fiorire con infiorescenze in cima a uno stelo dal colore rosso, giallo, arancio.

Le temperature per l’aloe

Le piante di aloe tollerano bene la siccità e la mancanza di acqua. Al contrario, non amano le irrigazioni troppo frequenti e l’umidità eccessiva del terreno. Si può coltivare sia in vaso che in terrapiena, ma meglio se in terreni aridi esposti a sud, solo nelle zone dove gli inverni sono miti. Infatti, difficilmente sopravvive a temperature inferiori allo zero termico. L’ideale sarebbe un clima che assicura temperatura che si aggirano tra i 20° e i 24° C con almeno 4 ore di esposizione solare al giorno. Meglio quindi tenerla in un vaso da spostare dentro e fuori in base a quanto indicato della colonnina di mercurio del termometro.

Come si annaffia l’aloe vera

Essendo una succulenta, come detto prima, non ama esser irrigata troppo. per capire quando bagnarla, è necessario tastare il terreno: se è umido, allora meglio aspettare. Se è secco allora si può irrigare. Sarebbe opportuno usare acqua piovana oppure filtrata perché elementi come fluoro o cloro possono essere dannosi. In linea generale, si procede una volta in settimana.

Le piante che crescono in terrapiena si accontentano delle piogge. Nelle estati più calde si può annaffiare anche solo una volta al mese. In inverno, sia all’eterno che in vaso, si può irrigare una volta al mese. Prima di raccogliere le foglie, sarebbe meglio evitare di irrigare per circa 10 giorni per far sì che il succo all’interno sia più concentrato. Si recide una foglia basale con un coltello pulito con alcool.

I rinvasi per l’aloe barbadensis

È necessario rinvasare periodicamente l’aloe in maniera da garantire lo spazio per ingrandirsi e fare foglie sempre più grandi e ricche di benefico succo. Le piante si rinvasano in primavera, aumentando quindi il diametro del vaso di volta in volta. Non ha un apparato radicale particolarmente profondo perciò si può usare un vaso più largo che profondo.

Il terriccio deve essere composto da tre parti di sabbia e una di terriccio universale. Sul fondo vale la pena sistemare un po’ di argilla per favorire il drenaggio, evitando i ristagni.

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