Questi sono i periodi tipici per le primule, un fiore che segna l’arrivo del bel tempo, della primavera e mette fine alle stagione invernale. La primula può esser spontanea nel sottobosco ma molti ne fanno incetta in fioreria per iniziare ad avere balconi, davanzali e aiuole fiorite a casa, dando un tocco di colore.
Caratteristiche principali della primula
La primula appartiene alla famiglia della Primulacee che comprende diverse specie annuali, sempreverde, rustiche e non, si coltivano soprattutto all’aperto ma alcune si prestano anche ad esser sistemate dentro casa. Il suo nome non a casa ricorda la parola “Primo” proprio perché fiorisce per prima rispetto agli altri fiori.
Presenta un ciuffo di foglie verde che esce direttamente dal terreno. Sono infatti foglie radicali che si dispongono a rosetta. In particolare osservando la pagina inferiore della foglia, si può notare una fitta peluria. Per il resto, hanno un colore verde brillante e una superfice un po’ butterata e in rilievo.
Il pezzo forte sono di certo i fiori che si dispongono a ombrello. In base alla specie, hanno un colore diverso; dal giallo al rosso, dal rosa al blu. Esistono anche delle specie ibridate. La specie più diffusa è sicuramene la p. vulgaris che ha fiori con petali dal margine ondulato.
Come coltivare la primula
Le primula sono piante rustiche, infatti le principali specie sono presenti in natura e crescono spontanee. Sono piantine che crescono bene a temperature basse, tra i 10 e i 16° C. Quelle perenni vanno coperte e tenute all’ombra durante la stagione estiva quando il sole picchia forte. Invece, quelle annuali possono disseccare dopo la fioritura. Foglie e fiori morti vanno tagliati con le cesoie. L’anno successivo, a fine inverno, dovrebbero crescere di nuovo spontanee dal terreno quando si presentano le giuste condizioni. Molti le coltivano nelle aiuole davanti a casa per vederle fiorire non appena la stagione brutta finisce: un segno della primavera che arriva, mettendo subito allegria. Vogliono luce ma non diretta, aria ma non correnti di aria fredda.
Per il discorso della annaffiature, di solito si accontentano dell’acqua piovana esterna ma il terreno dovrebbe sempre restare un po’ inumidito, soprattutto quando sputano i fiori. Un luogo umido, magari vicino a un muretto o ai piedi di alberi da frutto è molto indicato perché c’è maggiore umidità che piace alla piantina e aiuta la vegetazione.
Rinvaso delle primule
Chi coltiva le primule in vaso, dovrebbe rinvasarle all’incirca ogni due anni a far bene. Il periodo ideale sarebbe all’inizio della primavera utilizzando del terriccio leggero meglio se ricco di sostanza organica e con un po’ di sabbia grossolana acida. Non ama i terreni alcalini che, anzi, le fanno male. Sarebbe melio usare via via vasi sempre più grandi fino ad arrivare a 20 cm di diametro o di lunghezza 60 cm se si usano i contenitori rettangolari per il davanzale.