Le ortensie sono piante moto diffuse che comprendono sia specie arbustive che rampicanti legnose caratterizzate da grandi fiori di colore diverso. Per ottenere una pianta spettacolare, ecco come si deve procedere.
Le ortensie in generale
L’ortensia appartiene alla famiglia della Hydrangeceae con foglie robuste dentellate o lobate. Nella maggior parte delle specie le foglie sono opposte a gruppi di tre per nodo. Il motivo per cui sono coltivate sono però i fiori, caratterizzati da infiorescenze, note con il termine di corimbi. Spesso sono fiori globulosi o a pannocchie formati da tanti piccoli fiorellini. I colori dei fiori variano da una specie all’altra e possono essere bianchi, rosa, viola, blu, malva o anche variegati.
Il colore del fiore può variare anche per via del terreno: se è acido cioè con pH 4,5 diventano azzurri, mentre se è alcalino cioè oltre 7,5 è più facile che diventino rosa. Agendo sulla chimica del terreno con prodotti quali solfato di alluminio, si possono quindi ottenere fiori di colori diversi, magari cambiando di anno in anno per ottenere colorazioni intermedie.
Come si coltivano
Le ortensie sono specie perenni che però perdono le foglie con l’arrivo della stagione fredda. Inizia a vegetare nuovamente a inizio primavera, già a marzo. Le fioriture appaiono da aprile e possono durare per diverse settimane ma i delicati boccioli possono rovinarsi a causa delle gelate. La fioritura perdura a lungo se la pianta è esposta correttamente, cioè in un luogo luminoso ma non esposto ai raggi diretti, fresco e dove la temperatura non si innalzi sopra i 16 – 18° C. Dal momento in cui fiorisce, l’ortensia deve esser abbondantemente annaffiata per tenere il terriccio sempre inumidito.
Se non si seguono questi accorgimenti, è normale che già dopo 2 – 3 settimane la pianta inizia a sfiorire. I veri appassionati di ortensie hanno preso l’abitudine di nebulizzare le foglie utilizzando dell’acqua priva di calcare al fine di creare un ambiente umido che favorisce la vegetazione dell’arbusto. Insomma, le cure da avere con questa pianta sono praticamente opposte rispetto a cactacee.
Potare le ortensie
In particolare le piante che dimorano all’esterno, sarebbero da potare a fine inverno. Se il clima è freddo e rigido, i rami e le foglie vanno tagliati per proteggere il vegetale dal freddo più estremo. Dopo il clima è più mite, la pianta può essere potata subito dopo la fioritura in maniera che si stimoli la produzione di gemme laterali che fioriranno l’anno prossimo. Se la pianta sta in appartamento, si pota a settembre lasciando al massimo due gemme per ramo.
È importante tagliare le parti secche sopra alla primissima coppia di gemme presenti sul ramo. Si riconoscono sono chiaramente i rami cresciuti nell’anno in corso che non vanno tagliati: sono quelli che alla sommità presentano una gemma.