Clerodendrum: una pianta davvero particolare

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clerodendrum

Il clerodendrum è un piccolo albero che si può coltivare in giardino, anche se lo spazio verde a disposizione è ridotto. È molto curioso il frutto che produce, come si può scoprire di seguito in questa scheda sul vegetale.

Il clerodendrum in generale

Il clerodendro, nome botanico Clerodendrum, è un piccolo arbusto molto diffuso. Esistono moltissime specie di clerodendri ma che si possono coltivare in Italia lungo tutto il corso dell’anno ci sono solo il c. trichotomum e il c. bungei. Il primo, che è il più diffuso, può essere nominato anche come clerodendro giapponese visto che arriva da quella zona del mondo.

Raggiunge, se lasciato crescere selvaggio, anche i 6 m di altezza. Tuttavia, si può potare e tenerlo come fosse una siepe, limitandone l’altezza. Se si vuole però tenere a forma di albero, è necessario eliminare periodicamente i polloni basali. Il tronco è grigio e ruvido. I rami danno una forma a ombrello.

La crescita non è lenta ma nemmeno veloce. Le sue grandi foglie sono a forma di cuore con margine intero oppure dentellato. Sono foglie decidue, ruvide sulla parte superiore e invece più tomentose sulla pagine inferiore. Il colore è verde scuro e si può sentire un odore poco piacevole se strofinate.

Dal mese di agosto appaiono dei racemi apicali che portano fiori che hanno colore bianco, rosa o viola. Il loro profumo è inebriante e intenso. La particolarità di questa pianta si nota però a settembre quando appare il frutto. La forma è davvero particolare poiché è un calice a forma di stella di colore rosa intenso con al centro un seme all’inizio di colore blu e poi nero. Il particolare seme resta sulla pianta tutto l’inverno.

Esposizione e temperature per la coltivazione

Il clerodendrum preferisce essere sistemato in pieno sole. Se si trova in mezz’ombra, la sua fioritura sarà minore. È una pianta che si nota per la sua resistenza al gelo, anche 15° C al di sotto dello zero termico. Sopporta anche il caldo più torrido ma vive meglio in un clima fresco. Non è adatto alla coltivazione vicino alle zone di mare perché non sopporta la salsedine. Anche il vento forte tipico della zone costiere è un grande nemico poiché danneggia le foglie.

Terreno e irrigazione per il clerodendro

Il clerodendro non ha particolare preferenze rispetto al terreno. Infatti, non disdegna nemmeno il terreno argilloso. Tuttavia, per avere una pianta rigogliosa sarebbe preferibile un fondo ben drenato e poco calcareo. È una pianta che no ha problemi nemmeno per via dell’inquinamento cittadino. Un concime per piante da fiore in autunno e primavera di sicuro male non fa.

In particolare nei due anni successivi alla messa a dimora, le irrigazioni devono essere regolari ma distanziate una dall’altra per evitare i ristagni e gli eccessi. Per il resto, si alimenta da sola grazie alle precipitazioni esterne.

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