Aporocactus: il cactus coda di scimmia

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Aporocactus

L’Aporocactus è un tipo di cactus molto carino che ha un portamento ricadente e strisciante. Per la sua particolare forma prende anche il soprannome di cactus coda di scimmia o anche coda di topo per via della sua particolare forma. È tra le piante succulente e carnose più facili da coltivare, anche in versione mignon. Per avere una piantina bella e rigogliosa che resiste a lungo nel tempo, questi sono alcuni consigli utili per la coltivazione.

Le caratteristiche dell’aporocactus

Il cactus coda di scimmia fa parte della famiglia delle cactacee ed è originario del sud America. L’aporocactus si presenta con numerosi fusti carnosi. Hanno una forma tubolare e sono ricoperti di spine color giallo oppure bianco. tuttavia, non risultano esser molto fastidiose perché sono piuttosto molli. Quando raggiunge una certa lunghezza, tende a ricadere, strisciare sul terreno o scendere perciò può diventare anche una pianta da appendere. Creano infatti questo effetto cascata molto decorativo per gli interni di casa.

I fiori possono esser diversi in base alla specie. Un aporocactus flagelliformis ha piccoli fiori di colore fucsia, mentre un a. martianus ha invece grandi fiori di colore rosso – arancio che appaiono nella stagione estiva. Tuttavia, è facile che un cactus coltivato in casa non fiorisca affatto.

Come coltivare il cactus coda di scimmia

Cresce benissimo all’interno degli ambienti domestici ma può anche esser portato all’aperto con la bella stagione. Nei luoghi dove gli inverni sono miti, può vivere benissimo all’esterno tutto l’anno, soprattutto quando ha già qualche anno. Deve sempre esser esposto al sole, anche ai raggi diretti del sole. le temperature non devono mai scendere al di sotto dei 5° C altrimenti l’acqua dentro ai fusti carnosi si congela e la pianta muore.

Terreno e annaffiatura dell’aporocactus

Un aporocactus, essendo un cactus vero e proprio, è in grado di resistere anche a lunghi periodi di siccità. Un errore per cui molti si ritrovano con una pianta morente riguarda una scorrette irrigazione. L’annaffiatura deve esser sporadica e non troppo frequente, basta dare un po’ di acqua circa ogni 15 giorni o quando il terreno risulta completamente asciutto. Come ogni altro cactus, ha riserve di acqua nel fusto perciò il terreno no deve esser bagnato troppo. La pianta ha sete nel momento in cui i fusti perdono turgore. Nella stagione invernale si possono del tutto interrompere le irrigazioni.

Valgono gli altri soliti consigli per le cactacee come un terreno drenante con sabbia e torba. Il sotto vaso va sempre svuotato perché questi vegetali soffrono i ristagni di acqua. Il rinvaso andrebbe fatto ogni 2 anni per permettere alla pianta di avere maggiore spazio e creare altri fusti carnosi diventando sempre più grande. Tuttavia, chi vuole tenerla contenuta, non cambi dimensioni al vaso ma rinfreschi solo in terriccio.

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