L’erica è un una pianta dalla peculiare caratteristica della fioritura autunnale. Per questo motivo, si trova sempre nelle aiuole e nelle composizioni durante il periodo autunnale quando è al suo massimo splendore. Può avere colori diversi in base alla tipologia e alla specie, tenendo conto che molte sono frutto di ibrido proprio per ottenere colorazioni più spettacolari. L’erica si presenta comun piccolo cespuglio con tanti rametti verticali che nella parte superiore hanno tanti piccoli fiorellini.
Come coltivare l’erica
Malgrado l’erica fiorisca in autunno, in realtà è sbagliato pensare che ami il freddo. Al contrario, può soffrire se i gradi scendono al di sotto dei 5. Se viene piantata in giardino, dunque, deve essere sistemata in un luogo riparato. Dopo che i fiori sono appassisti, i fusti vanno potati immediatamente perché se si aspetta, la fioritura successiva subisce dei ritardi. Può anche esser coltivata in vaso, così si può portare dentro casa quando le temperatura si fanno troppo rigide. È una pianta perenne perciò se coltivata correttamente dura più di una stagione come la saponaria, sebbene in molte aiuole i giardinieri la tolgono e la rimettono ma solo per motivi estetici.
L’irrigazione dell’erica
Un po’ come capita per tante altre pianta, anche l’erica va bagnata solo quando il terreno è ben asciutto. L’erica vuole un terreno fresco e umido ma senza esagerare. Purtroppo, moltissime persone si lamentano di non avere il pollice verde ma solo perché hanno la cattiva abitudine di annaffiare le piante tuti i giorni ma in realtà questo andrebbe fatto solo ed esclusivamente in piena estate quando il sole batte e asciuga il terreno in fretta. Negli altri periodi dell’anno, bisogna controllare il terreno prima di procedere con una nuova annaffiatura.
Ancora una volta, sono vietati i ristagni di acqua che sono dannosi per tutte le piante, soprattutto quello in vaso, perché possono provocare marciume delle radici. Se nel terreno spesso si formano ristagni, vale al pena aggiungere un po’ di sabbia che evita il ripresentarsi del problema in futuro.
Come propagare la pianta
L’erica produce tanti piccoli semi che, sfortunatamente, non sono tutti fertili. Per la propagazione quindi non si usano i semi ma si procede con il metodo della talea che in questo caso va benissimo. È sufficiente prelevare dalla pianta dei rametti, meglio se privi di fiori, e si tagliano per bene le foglie alla base. Successivamente, il ramo di erica va messo in un vasetto che contiene della torba mista a sabbia. Va bagnato regolarmente seguendo sempre le regole viste prima. Dovrebbe quindi sviluppare la radice e attecchire al terreno. Per il rinvaso oppure per lo spostamento in terrapiena, è meglio attendere che la pianta sia forte e vigorosa, cioè all’incirca sei mesi – un anno di tempo.